Aderenza in HIV

ADERENZA IN HIV

ADERENZA IN HIV

Il valore dell’aderenza terapeutica nella lotta all’HIV/AIDS è centrale e assume, oggi, un significato più ampio rispetto al passato.

Aderenza e la nuova strategia globale contro l'AIDS di UNAIDS

La Strategia Globale contro l’AIDS 2026-2031 definisce un quadro di riferimento e azioni concrete per raggiungere l’obiettivo di porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica entro il 2030, rispondendo ai bisogni delle persone colpite, a rischio e che vivono con l’HIV in un contesto globale in rapido cambiamento.1 Tra le priorità, una in particolare (la seconda) si focalizza su servizi per l’HIV integrati, differenziati e incentrati sulla persona, che garantiscano l’accesso alla prevenzione, ai test, al trattamento e all’assistenza per le persone che vivono con l’HIV, che ne sono colpite o che sono a rischio di contrarlo.1

Per l’Europa occidentale, centrale e il Nord America, la strategia raccomanda di aumentare l’accesso e l’aderenza al trattamento e migliorare la gestione delle coinfezioni da HIV e delle comorbilità, promuovendo la ricerca di farmaci innovativi e accessibili e rimuovendo gli ostacoli legali che limitano l’accesso alle cure per le popolazioni più vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati.1

L’aderenza va oltre il solo gesto farmacologico

L’aderenza torna dunque a ricoprire un ruolo centrale nella risposta all’HIV.

Sulla attuale percezione del tema in Italia, un recente lavoro ci restituisce il quadro attraverso un sondaggio dedicato. La ricerca quali-quantitativa condotta con specialisti (medici n. 50) e persone che vivono con HIV (pazienti n. 101) conferma che oggi l’aderenza non può più essere letta come una semplice variabile comportamentale, limitata alla regolarità di assunzione della terapia, ma va interpretata come un fenomeno più ampio, che coinvolge continuità del trattamento, qualità della relazione di cura e stabilità della presa in carico. I dati emersi dalla ricerca mostrano infatti che il 50% dei pazienti riferisce di dimenticare la terapia, sebbene nella maggior parte dei casi più raramente di una volta al mese. Sul versante dei clinici, permane una certa eterogeneità nel definire operativamente la non aderenza: una quota rilevante la riconosce solo in presenza di omissioni più frequenti, mentre altri la considerano già in relazione a mancate assunzioni sporadiche.2

Sempre nel lavoro, si legge:

Il percorso terapeutico ottimale deve integrare due aspetti distinti, ma complementari: retention in care e retention in treatment.
Con retention in care si intende la continuità della presa in carico assistenziale, comprensiva di visite programmate, monitoraggi laboratoristici, follow-up regolare, relazione con l’intera équipe curante e accesso agli interventi di supporto.
Con retention in treatment si intende invece la persistenza nel trattamento antiretrovirale e la sua corretta assunzione nel tempo.
Se considerati insieme, questi due concetti chiariscono che l’aderenza non coincide con il solo gesto farmacologico, ma rappresenta una componente della più ampia cascade of care.2

Infine, in un confronto multi-stakehlder, gli autori concludono affermando:

Nel contesto attuale dell’HIV, retention in care e retention in treatment devono essere considerate dimensioni centrali e strettamente integrate della presa in carico, indispensabili per mantenere nel tempo la soppressione virologica, la qualità di vita e il beneficio preventivo del trattamento.
Le evidenze raccolte e il confronto multi-stakeholder convergono nel mostrare che l’aderenza non può più essere interpretata come una semplice questione comportamentale, ma come un costrutto socio-dinamico che riflette la complessità clinica, organizzativa e relazionale del percorso di cura.2

I dati italiani dello studio Positive Perspective 3

Nel corso del 18° Congresso Nazionale Italian Conference on AIDS and Antiviral Research (Catania, 20–22 maggio 2026) sono stati presentati i dati italiani dello studio Positive Perspectives 3. Le 152 persone con HIV in terapia antiretrovirale residenti in Italia hanno riportato alti tassi di soppressione virologica; tuttavia, quasi la metà ha segnalato un’aderenza subottimale, associata in modo significativo al sesso femminile assegnato alla nascita e a un avvio tardivo del trattamento.3

Nonostante la maggior parte dei partecipanti dichiari un elevato livello di fiducia nei propri operatori sanitari, molti riferiscono uno stato di salute percepito da discreto a scarso e individuano margini di miglioramento nella propria assistenza e nei regimi terapeutici. Questi dati suggeriscono la presenza di bisogni insoddisfatti che possono influire sull’aderenza e sugli esiti a lungo termine in Italia.3

La prospettiva di ViiV

L’aderenza terapeutica rappresenta il fondamento dell’impegno di ViiV Healthcare verso le persone che vivono con l’HIV e verso chi desidera prevenire l’infezione, con l’obiettivo di tradurre i progressi scientifici in benefici concreti e duraturi. Garantire che ogni terapia venga assunta in modo corretto e continuativo significa proteggere la persona, l’efficacia dei trattamenti e contribuire in modo significativo al controllo dell’HIV.

In quest’ottica, ViiV investe in soluzioni innovative, modelli di cura flessibili e strumenti di supporto che pongono la persona al centro del percorso, promuovendo approcci destigmatizzanti anche attraverso collaborazioni con professionisti sanitari, istituzioni e comunità.

L’aderenza terapeutica è quindi per ViiV al tempo stesso un obiettivo clinico e un impegno sociale condiviso, essenziale per migliorare la qualità di vita delle persone e avvicinarsi all’obiettivo globale di porre fine all’AIDS come minaccia per la salute pubblica.

Nota finale sulla sezione “Aderenza in HIV” - Le informazioni qui contenute non sono da intendersi esaustive. Si invita sempre al confronto con il personale sanitario e/o con le numerose risorse del mondo sociale accreditate sulla materia.

Referimenti bibliografici

  1. The Global AIDS Strategy for 2026–2031: United Towards Ending AIDS. Geneva: Joint United Nations Programme on HIV/AIDS; 2026. Licence: CC BY-NC-SA 3.0 IGO. Pag 2, 3, 106. https://viivhealthcare.com/content/dam/cf-viiv/viivhealthcare/it_IT/pdf/global-aids-strategy.pdf
  2. Caruso E, Cattelan A, Esposito V, Rusconi S, Russo D. Retention in treatment e retention in care in HIV: analisi del contesto italiano e prospettiva multi-stakeholder. Medical Update 15 giugno 2026. Pag. 13, 8, 23. https://viivhealthcare.com/content/dam/cf-viiv/viivhealthcare/it_IT/pdf/viiv-medicalupdate-04.pdf
  3. Moschese D, Cossu MV, Cascio M, Gotti D, Capoferro E, Bendall T, Hwang T, Okoli C, Appiah A, Nwokolo N, Patel R. Suboptimal Adherence and Health Concerns in People With HIV Taking Antiretroviral Treatment in Italy: Results From the Positive Perspectives 3 Study. 18th Italian Conference on AIDS and Antiviral Research; May 20-22, 2026; Catania, Italy. P84. https://viivhealthcare.com/content/dam/cf-viiv/viivhealthcare/it_IT/pdf/p-84.pdf

NP-IT-HVX-WCNT-260001 | Luglio 2026